Free Mind

Gli uomini sono inclini a seguire ciecamente “i sentieri del vitello†della mente e a lavorare dall’alba al tramonto per fare ciò che gli altri uomini hanno fatto. Troverai notizie sul progetto FREE MIND all'indirizzo: http://www.derosaproject.it/ SONO GRADITISSIMI COMMENTI, PARERI, IDEE, SPUNTI, OPINIONI, CRITICHE. - PER LASCIARE LA TUA OPINIONE CLICCA SU "COMMENTI" ALLA FINE DEL POST.

Chi sono

Blogger: Renatone
Nome: Renato De Rosa
Renato de Rosa ha già vissuto 50 anni. Vive a Carrara, ed è ideatore e docente di FREE MIND, una tecnica per combattere i condizionamenti e le barriere mentali (v. www.derosaproject.it) Dedica il suo poco tempo libero a futili e relativamente innocue attività quali il bridge, la scrittura, l’invenzione di giochi e ad ascoltare le canzoni di Lucio Battisti.

Partecipano

Foto recenti

Salviamo il calcio! Salviamo il calcio!
Il problema degli ultras Il problema degli ultras
Arcore e Lamporecchio Arcore e Lamporecchio
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 31 luglio 2006

Appello contro il velo delle donne

APPELLO CONTRO IL VELO DELLE DONNE
 
Il velo indossato dalle donne é il retaggio di una cultura maschile, superata e reazionaria, per combattere la quale é necessaria una mobilitazione delle masse  e delle coscienze, é indispensabile una diffusione della cultura della libertà e dei diritti, é auspicabile un impegno dei singoli e delle organizzazioni che hanno a cuore il progresso della civiltà.
 
Il velo é una barriera tra la donna ed il mondo esterno e limita la possibilità di comunicazione ed espressione. Il velo, celando le parti più espressive del corpo femminile, inibisce la comunicazione tra la donna e l'universo circostante.
 
Le cause che ancora spingono moltissime donne ad indossare il velo vanno ricercate in pensieri e comportamenti oscurantisti, che nulla hanno a che vedere con religione e tradizione, essendo solamente simboli della concezione sessista della società che ancora sopravvive in luoghi e persone e che deve essere affrontata con azioni di sensibilizzazione culturale e di rivendicazione dell'orgoglio e della dignità femminile.
 
Una donna che indossa il velo é un offesa alla bellezza della natura, all'armonia dei tratti femminili, alla libera espressione del corpo.
 
Fai circolare questo appello, affinché sempre più donne possano prendere coscienza della loro condizione e liberarsi della tremenda costrizione fisica, psicologica e culturale costituita dal velo.
Di queli veli parlo? Ma di quelli sottostanti, ovviamente!
.

 

 

Da qualche anno è invalsa sulle nsotre spiagge la moda del pareo. le signore che sono a qualche anno prima non temevano di mostrare qualche grammo di carne in più o qualche accenno di cellulite oggi, con cupa rassegnazione, si avvolgono i fianchi nello scomodo pareo. Che tristezza!
E poi, magari, si stupiscono del velo delle donne islamiche!
Viva la libertà, abbasso il pareo!

 

postato da: Renatone alle ore 07:13 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, punti di vista, umorismo, attualità
domenica, 30 luglio 2006

Il tricheco, il cavernicolo ed i punti di vista

E' facile dire "cambiamo punto di vista". più facile a dirlo che a farlo ("e infatti ve lo dico perchè, non basta il pensiero" cit. Battisti-Panella, La Sposa Occidentale).

Ce lo ricordano testi dotti, colte citazioni e fulminanti battute, di autori più o meno noti come Stanislaw Lec:

“Il troglodita non era un troglodita. Rispecchiava il livello della civiltà dell’epoca”

O Leonardo Manera:

"Ma via… per due denti… cosa vuole che siano?” disse il dentista.

“Tutto per me!” rispose il tricheco

Ma, al di là delle buone intenzioni, quanto sia difficile immedesimarsi nel punto di vista altrui, ce lo ricorda il valido Enrique Balbonin quando sagacemente afferma.

"Son tutti finocchi col culo degli altri."

sabato, 29 luglio 2006

I pesci, le buche e le trappole dell'abitudine

La prima storia, quasi vera...

Una ragazza nota che la mamma ogni volta che cucina il pesce ne taglia via la testa e la coda. Incuriosita le chiede il motivo e la madre risponde:

 "Non so, mia mamma faceva sempre così."

La ragazza allora va dalla nonna e le chiede come mai tagliasse via la testa e la coda del pesce prima di cuocerlo. E la nonna rispose.

"Non so, mia mamma faceva sempre così."

A questo punto la ragazza decide di andare dalla bisnonna e con molta fatica (la bisnonna era anziana e un po' sorda) le pone la medesima domanda. La bisnonna sorride e risponde:

"Avevo una pentola troppo piccola."

La seconda storia, quasi vera...

Un uomo è seduto al bar ed osserva incuriosito due operai che stanno lavorando lungo il bordo della strada. Il primo scava una buca mentre l'altro osserva, poi il primo si ferma ed il secondo ricopre la buca.

Terminata l'operazione si spostano dieci metri più avanti e ripetono la medesima procedura.

L'uomo sempre più incuriosito li segue ed alla fine decide di chiedere loro spiegazioni:

"Perchè uno di voi fa una buca e l'altro la ricopre?"

Gli operai si guardano sorridendo e uno dei due spiega: Capisco le sue perplessità, ma tenga conto che di solito siamo in tre. Oggi quello che mette la pianta è in ferie!

Per due storie inventate, quanti casi veri possiamo osservare nella vita di tutti i giorni! Facciamo le cose per abitudine, perchè qualcun altro le faceva così prima di noi, senza chiederci se sia giusto, utile, efficiente, sensato.

Sono i "sentieri del vitello" della mente, quelli in cui percorriamo una strada perchè altri l'hanno percorsa prima di noi.

Che bello invece è il carattere della ragazza della prima storia, che, non soddisfatta della risposta della madre, risale la catena informativa per scoprire la buffa verità!

E voi il pesce come lo cucinate?

venerdì, 28 luglio 2006

Lerici, la Madonna e la fine del romanticismo

Avevo vent’anni o giù di lì, era estate e mi trovavo con un gruppetto di amici in quel di Lerici.

Lerici è uno dei paesi più belli del mondo, affacciato su un golfo straordinario e dominato da un maestoso castello.

Era una notte bellissima, di luna piena, e si chiacchierava tra il verde dei giardini che si inerpicano partendo dal paese e conducono in alto verso il castello. Non ricordo di cosa si parlasse, forse di quello di cui parlano i ragazzi a quell’età: di libertà, dei destini del mondo, di musica o semplicemente si cazzeggiava del più e del meno.

Gia amici erano seduti su un muretto ed io in piedi davanti a loro.

D’un tratto trasalii: da un cespuglio pochi metri più in alto emerse ai miei occhi una figura meravigliosa. Una donna bellissima, bionda, vestita con una lunga tunica bianca. la sua figura bianca si stagliava esattamente nel centro di una enorme luna bianca alle sue spalle, mentre al suo fianco si ergeva imponente e misterioso il castello. Una visione celestiale.

Gli amici mi videro improvvisamente turbato e, preoccupati, mi chiesero cosa avessi, ed io, a voce alta:

 

“Ragazzi, vedo la Madonna.”.

 

Alle mie parole dal medesimo cespuglio immediatamente uscì un energumeno, grande, grosso, con una barbaccia nera incolta e minacciosa, che mi fissò sprezzante per un istante prima di esclamare con voce da oltretomba: “Sì e io sono San Giuseppe.”

 

Gli amici si rotolarono per terra dalle risate, così come ridevano di cuore la bellissima ed il barbuto, allontanandosi. Io solo rimanevo ancora in piedi, immoto ed impietrito, amaramente disilluso, avendo compreso in un solo istante quanto la vita reale sia distante dalle romantiche visioni dei nostri più romantici sogni.

lerici, la Madonna e la fine del romanticismo

Avevo vent'anni o giù di lì, era estate e mi trovavo con un gruppetto di amici in quel di Lerici.

Lerici è uno dei paesi più belli del mondo, affacciato su un golfo straordinario e dominato da un maestoso castello.

Era una notte bellissima, di luna piena, e si chiacchierava tra il verde dei giardini che si inerpicano partendo dal paese e conducono in alto verso il castello. Non ricordo di cosa si parlasse, forse di quello di cui parlano i ragazzi a quell’età: di libertà, dei destini del mondo, di musica o semplicemente si cazzeggiava del più e del meno.

Gia amici erano seduti su un muretto ed io in piedi davanti a loro.

D’un tratto trasalii: da un cespuglio pochi metri più in alto emerse ai miei occhi una figura meravigliosa. Una donna bellissima, bionda, vestita con una lunga tunica bianca. la sua figura bianca si stagliava esattamente nel centro di una enorme luna bianca alle sue spalle, mentre al suo fianco si ergeva imponente e misterioso il castello. Una visione celestiale.

Gli amici mi videro improvvisamente turbato e, preoccupati, mi chiesero cosa avessi, ed io, a voce alta:

 

“Ragazzi, vedo la Madonna.”.

 

Alle mie parole dal medesimo cespuglio immediatamente uscì un energumeno, grande, grosso, con una barbaccia nera incolta e minacciosa, che mi fissò sprezzante per un istante prima di esclamare con voce da oltretomba: “Sì e io sono San Giuseppe.”

 

Gli amici si rotolarono per terra dalle risate, così come ridevano di cuore la bellissima ed il barbuto, allontanandosi. Io solo rimanevo ancora in piedi, immoto ed impietrito, amaramente disilluso, avendo compreso in un solo istante quanto la vita reale sia distante dalle romantiche visioni dei nostri più romantici sogni.