"L'intelligenza delle persone si misura da come si comportano con i più umili"
Sarà vero?
"La decisione è segno di stupidità, però attrae spesso le persone che esitano"
Amici carissimi.
Dopo quattro mesi di post quotidiani è giunto il momento di fermarsi. Ho scritto abbastanza e non avrei più molto da dire. Chissà, forse un giorno ricomincerò.
Grazie di cuore a quanti mi hanno seguito, incoraggiato, apprezzato, criticato. Continuate pure a lasciare commenti, se volete.
Come diceva il cantante - cantante, si badi bene, non poeta - dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fior, anche se il concetto è più apprezzato che messo in pratica.
Così, per un blog che chiude ne apre un altro. Visitatelo, se vi va.
E, ovviamente, rimane aperto il blog dedicato al mio lbro
http://ilpiugrande.splinder.com
Al termine di questo blog vorrei ringraziarvi come faceva il capocomico, quando alla fine dello spettaciolo saliva alla ribalta per salutare lo spettabile pubblico: se vi è piaciuto raccontatelo ai vostri amici e se non vi è piaciuto... fatevi i fatti vostri.
Un abbraccio forte e sincero a tutti.
Renato
Chi desideri scrivermi in privato può farlo a questo indirizzo: renatoderosa@infinito.it
StanisĹ‚aw Jerzy Lec (Leopoli, 6 marzo 1909 - Varsavia, 7 maggio 1966) è stato un noto scrittore, poeta nonché prolifico aforista polacco.
Lo scrittore si propose in gioventù come guida per molti intellettuali della mitteleuropa la cui esperienza culturale fu frenata in maniera inesorabile dal divampare della seconda guerra mondiale.
Internato in un campo di concentramento in Germania, vi rimase fino al luglio del 1943 quando il campo fu sottoposto a esecuzioni di massa. Fuggito grazie al travestimento con una uniforme tedesca, riuscì a raggiungere Varsavia dove poté unirsi al movimento partigiano locale.
Alla fine del conflitto poté riprendere la sua attività di scrittore, interrotta solo da un breve intermezzo dovuto ad un incarico diplomatico come addetto culturale presso l'ambasciata polacca a Vienna.
Lec trascorse anche due anni in Israele.
Pensieri spettinati (Mysli Nieuczesane, in originale, pubblicata nel 1957 e di cui fu pubblicato due anni dopo un seguito, Altri pensieri spettinati nella edizione italiana) è sicuramente il suo lavoro più conosciuto.
Si tratta di un florilegio di aforismi di sferzante ironia centrati non su un particolare sistema politico, bensì sul meccanismo che regola ogni sistema politico basato sull'autoritarismo. Intendendo fare di tutto eccetto che del moralismo spicciolo, Lec si batte contro ogni morale quando questa viene eretta a sistema, mettendo alla berlina con (apparentemente) innocue perle di saggezza non questa o quella assurdità, ma la stessa assurdità che si sostituisce alla vita e alla realtà stessa
Dopo quello a Ennio Flaiano, un omaggio anche a Leo Longanesi, grafico, pittore, letterato, umorista, giornalista ed editore.
Ecco alcuni dei suoi acuti e fulminanti aforismi.
In verità ne avevo selezionati preliminarmente una sessantina, per sceglierne per voi una dozzina.
Con grande sofferenza ne ho esclusi una metà. Ora ne restano trentadue, ma non riesco a toglierne nessuno. Così ve li propongo tutti e trentadue, buon divertimento e buona meditazione.
4 Eppure, è sempre vero anche il contrario.
4 Esistono tipi che assumono una personalità soltanto al telefono.
4 I buoni sentimenti promuovono sempre ottimi affari.
4 I debiti di riconoscenza si pagano entro le ventiquattro ore con l'antipatia.
4 I difetti degli altri assomigliano troppo ai nostri.
4 I ricordi sono come i sogni: si interpretano.
4 Il contrario di quel che penso mi seduce come un mondo favoloso
4 Il ribelle si placa non appena conquista il bagno.
4 In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
4 L’arte è un appello al quale molti rispondono senza essere stati chiamati
4 La fantasia è la figlia diletta della libertà.
4 La libertà tende all'obesità.
4 La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta. Ho famiglia.
4 La povertà è gratis.
4 La virtù affascina, ma c'è sempre in noi la speranza di poterla corrompere
4 L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.
4 Le apparenze hanno per me uno straordinario valore e giudico tutto dall'abito... ho il coraggio di essere superficiale.
4 L'ironia è il pudore della mia coscienza.
4 L'italiano non lavora, fatica
4 Non bisogna appoggiarsi troppo ai princìpi, perché poi si piegano.
4 Non capisce. Ma non capisce con grande autorità e competenza.
4 Non datemi consigli! So sbagliare da solo
4 Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
4 Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee
4 Quando finalmente potremo dire la verità, l’avremo dimenticata
4 Quando suona il campanello della loro coscienza fingono di non essere in casa.
4 Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, con l'andar del tempo, i credenti.
4 Tutto ciò che non so l'ho imparato a scuola.
4 Un cretino è un cretino. Due cretini sono due cretini. Centomila cretini sono una forza storica
4 Un’idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione
4 Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.
4 Vissero infelici perché costava meno
Vi sono piaciuti? La cosa che mi stupisce di più è che questi aforismi, pur essendo scritti oltre mezzo secolo fa, sono ancora graffianti ed attualissimi. Quante altre parole invece diventano ridicole dopo pochi anni!
Forse uno degli aspetti più peculiari della genialità è proprio questo: saper comunicare oltre il proprio tempo.
Sarà per questo che le canzoni di Lucio Battisti piacciono anche ai nostri figli?