Free Mind

Gli uomini sono inclini a seguire ciecamente “i sentieri del vitello†della mente e a lavorare dall’alba al tramonto per fare ciò che gli altri uomini hanno fatto. Troverai notizie sul progetto FREE MIND all'indirizzo: http://www.derosaproject.it/ SONO GRADITISSIMI COMMENTI, PARERI, IDEE, SPUNTI, OPINIONI, CRITICHE. - PER LASCIARE LA TUA OPINIONE CLICCA SU "COMMENTI" ALLA FINE DEL POST.

Chi sono

Blogger: Renatone
Nome: Renato De Rosa
Renato de Rosa ha già vissuto 50 anni. Vive a Carrara, ed è ideatore e docente di FREE MIND, una tecnica per combattere i condizionamenti e le barriere mentali (v. www.derosaproject.it) Dedica il suo poco tempo libero a futili e relativamente innocue attività quali il bridge, la scrittura, l’invenzione di giochi e ad ascoltare le canzoni di Lucio Battisti.

Partecipano

Foto recenti

Salviamo il calcio! Salviamo il calcio!
Il problema degli ultras Il problema degli ultras
Arcore e Lamporecchio Arcore e Lamporecchio
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 03 dicembre 2006

Perchè il pollo ha attraversato la strada? Risponde Edmondo Berselli (forse)

La vita di certi polli è governata da ineluttabili principi di determinismo, ossia di un succedersi di rapporti causa-effetto che trovano origine in eventi ancestrali, lontani nel tempo, magari quella volta che hai ascoltato Lucio Battisti che cantava “Il mio pollo libero” oppure quando ti è capitata in mano la copia del “Pollo di Focault”, di Umberto Eco. Se non ci credi prova a chiedere a Claudio Magris.

 

Ora, tu lo sai benissimo che non è certo un libro e meno che mai una canzone che ti possono cambiare la vita, anche perché non sei un pollo qualunque. E tra i tuoi miti troviamo Galli della Loggia, Pennac, Pollini, Penna e Pollock. Ma qualcosa deve essere scattato in te, forse quella stessa mola che ha portato il Cagliari di Scopigno a vincere lo scudetto o forse è stata quella Festa dell’Unità, nel campo confinante, con gli Inti Illimani che cantavano “El pollo unido jamas serà vencido”.

 

Quale che sia la fonte epistemologica delle tue scelte, hai preso la decisione e davanti a te ci sta la strada.

 

E qui ci vuole una pausa, carica di aspettative.

 

Provate a chiedere a Claudio Magris chi transita su quella strada. Cosa pensate che vi risponderà? Si accarezzerà il mento con aria pensosa e poi sciorinerà lì una bella lista, dal Range Rover arrogante di Giuliano Ferrara, alla Alfetta color nostalgia di Veltroni, passando attraverso la nobile BMW station wagon di Massimo Cacciari.

 

Adesso potete divertirvi ad immaginarla, tutta l’intellighenzia della desolata cultura italica lì, schierata lì, su quella strada, davanti ad un povero pollo, come il mucchio selvaggio dinanzi a Henry Fonda in “Il mio nome è Nessuno”. E se non riuscite ad immaginarla, provate a chiedere a Claudio Magris.

 

E adesso terminiamola questa pausa e torniamo a te, povero pennuto, ignoto a Paolo Mieli, ad Alberto Rochey e a  Giampaolo Pansa.  Ma insomma, ragioniamo, pensi forse che il tuo attraversare la strada possa minimamente sconvolgere la giornata  che so, di Pierluigi Battista? Alzerà lievemente il sopracciglio e dirà toh un pollo, prima di reimmergersi nelle sue profonde meditazioni.

 

Eppure, in questi micidiale ed ineluttabile incrociarsi di corsie e di strisce pedonali, qualcosa è accaduto. I lettori più attenti avranno intuito che in questa storia manca il finale, un finale qualunque, come quello dell’ultimo romanzo di Baricco oppure come quello di Italia Germania 4 a 3, triste e solitario alla Osvaldo Soriano oppure angosciante alla Samuel Beckett o magari ermetico e misterioso come una canzone di Battisti –Panella.

 

Ma voi lettori lo pretendete il finale, come se fosse vostro diritto acquisito. Volete sapere come va a finire. Ed allora, datemi retta,  provate a chiedere a Claudio Magris

 

postato da: Renatone alle ore 09:13 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, umorismo, pollo, berselli