Un politico locale, dopo clamorosi fallimenti, ha annunciato ieri, con un titolo a tutta pagina sul quotidiano locale: "Lascio la politica e vado a lavorare."
Sembra una buona notizia. Ma poi ti chiedi: che lavoro andrà a fare?
In verità ci sono molti lavori in cui si possono fare danni più grandi che nella politica.
Questa la vera storia della strada dei marmi, così come la raccontano nei bar di Pontecimato.
Tutto era pronto tutto era deciso. Tutto, tranne la realizzazione dell'ultima galleria, la più lunga ed importante.
Occorrevano delle precise competenze e la Progetto Carrara interpellò una importante società americana:
"OK, ragazzi, possiamo farlo, abbiamo i mezzi e le attrezzature. Noi Yankee possiamo riuscirci grazie a esplosivi di ultima generazione, gli stessi che usiamo in Iraq. Per tutto questo vi chiediamo 50 milioni di euro."
La Progetto Carrara fu costretta a rifiutare: le tecnologie erano ottime, ma il prezzo decisamente troppo alto. Fu contattata allora una impresa tedesca. Ed ecco cosa rispose:
"Ja, amici taliani. Noi grazie nostra crande tenologia e organizzazionen fare fostra calleria con perfezionen und precisionen. Nostra richiesta essere 45 milionen di euri."
Purtroppo anche questa richiesta era troppo alta. Fu tentata allora la strada cinese. la risposta fu chiara:
"Celtamente signoli, noi non abbiamo glande (nel senso di grande) tecnologia ma possiamo contale su nostla fedele manodopela. Noi poltale a Callala un milione di opelai da Cina e fale in bleve vostla gallelia. pel questo chiedele 40 milioni di euli, signoli."
La proposta era interessante, ma il 40 milioni di euro veramente troppi.
Così si fece un ultimo tentativo. Fu chiesto un preventivo alla "Piè e Francè Snc" con sede a Bedizzano. Questa fu la loro risposta:
"A la poten far sì la galeria, a ni'è dubi. Però a v'gosterà seizent euri."
"600 euro? - chiese stupito il presidente della Progetto Carrara
"I'en tropi? - ribattè Piè, "Oh, s'ien tropi a v' fagan 'no scont. Fian cinquezent e an's'n parl pu."
"No, non sono troppi, possiamo darvi anche seicento euro, ma vorremmo sapere come farete a realizzare la galleria a quel prezzo.
"Nient d'pu semplice. Me a m'met da na parte e il me frated Francè da c'd'altra. Me a scav d'chi e lù i scav d'là. Quand a sian n't'l mez a s'incontran e la galeria a l'è pronta!"
"Accidenti - commenta il presidente - una soluzione semplice e geniale. Va benissimo. ma ho un dubbio. Cosa sucede se quando sarete nel mezzo non vi incontrerete?"
"No't preocupar o ninon, p'rche s'a doves acader c'an's'n ncontran, voantri i'avret che da guadagnar. Al vorà dir ch'a v'faren do galerie al prez d'una!"
Così fu concesso l'appalto, con soddisfazione di tutti.
Questo raccontano, nei bar di Pontecimato.
"Perche' il posto si chiama Los Vidrios don Juan? - disse Carlito - E' perche' queste montagne hanno un aspetto cosi' acuminato?
No Carlito - disse don Juan (Matus) - E' perche' una volta un camion pieno di bottiglie si ribalto', e i cocci rimasero sulla strada per anni.
A me hanno detto diversamente, don Juan. Carlito, i messicani non sono inclini a guardarsi attorno. Lasciare in giro cocci invece, e' molto in linea con la loro natura.
Piu brevemente, puoi tirare i messicani fuori dal Messico, ma non puoi tirare il Messico fuori dai messicani."
Così scriveva Carlos Castaneda.
Ad Avenza sul Viale XX Settembre, proprio di fronte alla banca CARIGE c'è un piccolo parcheggio.
Un segnale indica quanto si può sostare.
Il paletto che regge il segnale è piantato sul bordo del marciapiede, proprio dove arriva il muso delle auto che parcheggiano.
Ogni tanto qualche automobilista distratto lo urta ed il cartello man mano si inclina sempre di più.
Così, periodicamente, il Comune manda qualche volenteroso operaio che lo raddrizza, poi le auto lo fanno inclinare di nuovo e il ciclo si perpetua immutabile.
Qualche tempo fa ho chiesto ad un vigile che passava di lì: "Perchè non fa una segnalazione e chiede che spostino il segnale sul bordo del parcheggio, così risolviamo il problema una volta per tutte?"
Mi ha risposto: "Anche se facessi la segnalazione, c'è un iter lunghissimo e non succederebbe nulla: il cartello rimarrebbe dov'è. Quindi evito di farla. Lasciamo le cose come stanno."
Più brevemente, puoi tirare i carraresi fuori da Carrara, ma non puoi tirare Carrara fuori dai carraresi.
"Perche' il posto si chiama Los Vidrios don Juan? - disse Carlito - E' perche' queste montagne hanno un aspetto cosi' acuminato?
No Carlito - disse don Juan (Matus) - E' perche' una volta un camion pieno di bottiglie si ribalto', e i cocci rimasero sulla strada per anni.
A me hanno detto diversamente, don Juan.
Carlito, i messicani non sono inclini a guardarsi attorno. Lasciare in giro cocci invece, e' molto in linea con la loro natura.
Piu brevemente, puoi tirare i messicani fuori dal Messico, ma non puoi tirare il Messico fuori dai messicani."
Guardo lo squallore della zona industriale, la desolazione delle cave, gli alberi tagliati sul viale xx settembre, il brutto lungomare, i palazzoni del peep e penso che puoi tirare fuori i carraresi da Carrara, ma non puoi tirare Carrara fuori dai carraresi.
Amici carissimi.
Dopo quattro mesi di post quotidiani è giunto il momento di fermarsi. Ho scritto abbastanza e non avrei più molto da dire. Chissà, forse un giorno ricomincerò.
Grazie di cuore a quanti mi hanno seguito, incoraggiato, apprezzato, criticato. Continuate pure a lasciare commenti, se volete.
Come diceva il cantante - cantante, si badi bene, non poeta - dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fior, anche se il concetto è più apprezzato che messo in pratica.
Così, per un blog che chiude ne apre un altro. Visitatelo, se vi va.
E, ovviamente, rimane aperto il blog dedicato al mio lbro
http://ilpiugrande.splinder.com
Al termine di questo blog vorrei ringraziarvi come faceva il capocomico, quando alla fine dello spettaciolo saliva alla ribalta per salutare lo spettabile pubblico: se vi è piaciuto raccontatelo ai vostri amici e se non vi è piaciuto... fatevi i fatti vostri.
Un abbraccio forte e sincero a tutti.
Renato
Chi desideri scrivermi in privato può farlo a questo indirizzo: renatoderosa@infinito.it