Amici carissimi.
Dopo quattro mesi di post quotidiani è giunto il momento di fermarsi. Ho scritto abbastanza e non avrei più molto da dire. Chissà, forse un giorno ricomincerò.
Grazie di cuore a quanti mi hanno seguito, incoraggiato, apprezzato, criticato. Continuate pure a lasciare commenti, se volete.
Come diceva il cantante - cantante, si badi bene, non poeta - dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fior, anche se il concetto è più apprezzato che messo in pratica.
Così, per un blog che chiude ne apre un altro. Visitatelo, se vi va.
E, ovviamente, rimane aperto il blog dedicato al mio lbro
http://ilpiugrande.splinder.com
Al termine di questo blog vorrei ringraziarvi come faceva il capocomico, quando alla fine dello spettaciolo saliva alla ribalta per salutare lo spettabile pubblico: se vi è piaciuto raccontatelo ai vostri amici e se non vi è piaciuto... fatevi i fatti vostri.
Un abbraccio forte e sincero a tutti.
Renato
Chi desideri scrivermi in privato può farlo a questo indirizzo: renatoderosa@infinito.it
Sinalunga è in Toscana.
Sinalunga è in provincia di Siena.
In queste terre è nata la civiltà, l’arte, la poesia.
E non è retorica ricordare che mentre Dante scriveva la Commedia e Giotto dipingeva la maestà degli Uffizi nel resto d’Europa la gente viveva ancora sugli alberi.
E se Dante e Giotto rappresentano una tappa per la umana civiltà altrettanto si può dire per una fondamentale scoperta che ancora non è uscita dall’ambito regionale.
La scoperta è questa:
Il prosciutto deve essere salato ed il pane no.
In toscana si fa il pane “sciocco”, senza sale ed un prosciutto speziato che, se da soli sono la fine del mondo, abbinati sono un piacere gastronomico unico e raffinatissimo.
I pani sono grossi e tondi e vanno tagliati con un grande coltello seghettato che lascia preziose briciole sulla tovaglia. La mollica è bianca, morbida e della giusta compattezza. la crosta è croccante e fragrante, l’aroma e il sapore sono indicibili.
I prosciutti sono ricoperti da preziose spezie (quelle per le quali abbiano fatto le crociate) e vanno tagliati con coltellacci a lama liscia a fette spesse per magli coglierne il sapore maschio e vigoroso.
La parte magra è buona, ma ancora più buono è il grasso (vituperato da mediconzoli, dietisti e salutisti) che ti farà pure schizzare alle stelle il colesterolo, ma che si scioglie in bocca facendoti sospirare di carnale passione.
Quando un giorno, spero lontano, mi condanneranno a morte per i molti peccati commessi, e mi chiederanno il menù della mia ultima cena non chiederò ostriche, caviale o tartufi, ma pane e prosciutto toscani.
A Sinalunga c’è un macello dove vendono delle enormi, tenerissime e saporose bistecche chianine e dove ti possono vendere prosciutti toscani interi o in tranci.
A pochi metri c’è un forno dove fanno il pane più buono della Toscana e quindi del mondo.
La ciliegina sulla torta è che il forno si chiama “Panificio moderno”, che in tempi di artefatti mulini antichi, vecchi frantoi e taverne del nonno, ci riconcilia con il mondo e con il buon senso.