Qualora vi trovaste nella invidiabile condizione di "concittadino del mostro" è necessario conoscere i comportamenti da mettere in atto.
Infatti, il concittadino del mostro è assai ricercato da giornali, radio e televisioni, assai più dell'ormai impopolare e inflazionato politico, della onnipresente velina e della nobildonna in disarmo.
Ecco a vuoi un utile repertorio di frasi da pronunciare con tono grave, scuotendo il capo:
"Lo conoscevo bene"
"Era un bravo ragazzo"
"Io non ci credo che sia colpevole"
"lo incrociavo tutte le mattine"
"Una persona così per bene... salutava sempre."
Da evitare assolutamente espressioni del tipo:
"Non lo conoscevo"
"Non ho una opinione precisa"
"Non mi rompa i coglioni"
Volendo si può assumere un ruolo lievemente più colpevolista, ma sempre con grande tatto e cautela:
"Non me lo sarei mai aspettato da lui"
"Sembrava così educato"
"Ha gettato un'ombra sul paese"
"Sparava ai gatti con la carabina"
"Una volta mi ha rigato la macchina".
Un ruolo assai più emozionale è quello dell'urlatore di insulti. L'urlatore di insulti si apposta per lunghe ore all'uscita della questura o del carcere ed attende il passaggio dell'imputato scortato dalle forze di polizia. Quindi urla frasi del tipo:
"Assassino"
"Devi morire"
"Pena di morte, pena di morte"
Assolutamente da evitare l'insulto "Figlio di puttana" in quanto coinvolge altri membri della famiglia. E' invece consentito "Sei un bastardo" che esprime il medesimo concetto ma in forma meno palese.
Il ruolo dell'urlatore di professione prevede una presenza in scena minore rispetto al semplice concittadino, ma è caratterizzato da un impatto emotivo assai rilevante.