Free Mind

Gli uomini sono inclini a seguire ciecamente “i sentieri del vitello†della mente e a lavorare dall’alba al tramonto per fare ciò che gli altri uomini hanno fatto. Troverai notizie sul progetto FREE MIND all'indirizzo: http://www.derosaproject.it/ SONO GRADITISSIMI COMMENTI, PARERI, IDEE, SPUNTI, OPINIONI, CRITICHE. - PER LASCIARE LA TUA OPINIONE CLICCA SU "COMMENTI" ALLA FINE DEL POST.

Chi sono

Blogger: Renatone
Nome: Renato De Rosa
Renato de Rosa ha già vissuto 50 anni. Vive a Carrara, ed è ideatore e docente di FREE MIND, una tecnica per combattere i condizionamenti e le barriere mentali (v. www.derosaproject.it) Dedica il suo poco tempo libero a futili e relativamente innocue attività quali il bridge, la scrittura, l’invenzione di giochi e ad ascoltare le canzoni di Lucio Battisti.

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lunedì, 24 settembre 2007

Benigni legge Dante

Sento Benigni che declama Dante,

ed un istinto mi coglie repentino,

un desiderio vivido e pressante:

e corro a casa a legger Topolino.

postato da: Renatone alle ore 07:16 | link | commenti (1)
categorie: cultura, poesia, umorismo, divertimento, attualità, benigni
lunedì, 20 agosto 2007

Week End FREE MIND a Pontremoli

La prossima edizione di FREE MIND, la tecnica per liberare la mente da condizionamenti, stereotipi e barriere mentali, è prevista per il fine settimana 14-16 settembre.
Le sedute sono stimolanti e divertenti, basate su lezioni, animazioni e training games.
 
Potete trovare i dettagli e il programma a questo indirizzo.
http://www.derosaproject.it/Free2.html
 
L'iniziativa si svolgerà a Pontremoli (Massa-Carrara) , al resort Ca' del Moro, una struttura nuova e molto bella, dotata di centro benessere, piscina, sauna, massaggi, idromassaggi, campo da golf. Cà del Moro è facilmente raggiungibile e si trova a pochi chilometri dal casello autostradale di Pontremoli dell'autostrada Parma-La Spezia.
 
Potete apprezzare la struttura a questo indirizzo.
 
http://www.cadelmororesort.it/
 
Le sedute di FREE MIND avverranno nei seguenti orari:
  • venerdì 14 pomeriggio - ritrovo partecipanti
  • venerdì 14 ore 21.30 prima seduta
  • sabato 15 ore 15.00 seconda e terza seduta
  • sabato 15 ore 21.30 quarta seduta
  • domenica 16 ore 10.00 seduta conclusiva
Il pacchetto che abbiamo preparato ha un prezzo di € 190,00
 
e comprende:
 
  • iscrizione al corso
  • cena del venerdì sera
  • pernotto venerdì
  • prima colazione sabato mattina
  • cena del sabato sera
  • pernotto sabato
  • prima colazione domenica
  • due ingressi gratuiti al centro benessere
  • sconto del 10% sui trattamenti del centro benessere
 
Il costo si riferisce alla sistemazione in camera doppia, in singola è previsto un sovrapprezzo di € 30,00.
Il ristorante è aperto anche per pranzo ad una tariffa convenzionata di € 15,00
 
Per eventuali accompagnatori, non partecipanti al corso, la tariffa giornaliera in mezza pensione ammonta ad € 60,00 in doppia e 40,00 in tripla, in trattamento di mezza pensione.
 

Si ricorda che per il pagamento degli eventuali trattamenti nel centro benessere non sono accettate Carte di Credito e l’accesso è consentito in accappatoio, costume e ciabatte piscina.

 
Le iscrizioni saranno chiuse al raggiungimento di 16 partecipanti
 
per informazioni sul corso:
 
De Rosa Project Srl
Renato de Rosa
0585-856649
388-8456649
 
per informazioni sulla struttura ricettiva
 
Ca' del Moro Resort
Daniale Bezzi
0187- 832202
 
Resto a disposizione per ogni eventuale approfondimento.
 
Cordiali saluti
 
Renato de Rosa
postato da: Renatone alle ore 08:02 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, cultura, vita, corsi, benessere, intelligenza, creativià
mercoledì, 01 novembre 2006

Io mi fermo qui

Amici carissimi.

Dopo quattro mesi di post quotidiani è giunto il momento di fermarsi. Ho scritto abbastanza e non avrei più molto da dire. Chissà, forse un giorno ricomincerò.

Grazie di cuore a quanti mi hanno seguito, incoraggiato, apprezzato, criticato. Continuate pure a lasciare commenti, se volete.

Come diceva il cantante - cantante, si badi bene, non poeta - dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fior, anche se il concetto è più apprezzato che messo in pratica.

Così, per un blog che chiude ne apre un altro. Visitatelo, se vi va.

http://igrebani.splinder.com

E, ovviamente, rimane aperto il blog dedicato al mio lbro

http://ilpiugrande.splinder.com

Al termine di questo blog vorrei ringraziarvi come faceva il capocomico, quando alla fine dello spettaciolo saliva alla ribalta per salutare lo spettabile pubblico: se vi è piaciuto raccontatelo ai vostri amici e se non vi è piaciuto... fatevi i fatti vostri.

Un abbraccio forte e sincero a tutti.

Renato

Chi desideri scrivermi in privato può farlo a questo indirizzo: renatoderosa@infinito.it 

sabato, 28 ottobre 2006

La Silvia di Leopardi, l'allenatore del Fossone e le conseguenze dei propri gesti

Giacomo Leopardi ha scritto poesie meravigliose perchè era infelice.

Se Silvia fosse stata più fosse stata più disponibile verso di lui, sì, diciamolo, se gliel'avesse data, molte delle sue opere non sarebbero state scritte, lui sarebbe stato più felice e tutti noi posteri un pochino più poveri spiritualmente.

Ed ora saltiamo al 1970. Eravamo ragazzini e giocavamo a pallone in un campetto. Un giorno si ferma un auto, ne scendono due signori, restano un po' a guardarci e poi si avvicinano: "Noi siamo dirigenti del Fossone, volete fare un provino con noi?".

A quell'epoca non si pagava per giocare. Oggi le chiamano "scuole calcio" e i ragazzini ci vanno quasi per forza, come se andassero a lezione di musica o di inglese, accompagnati dalle mamme che si fermano volentieri a chiacchierare fra loro. Una volta c'erano solo minuscole squadrette di quartiere, sponsorizzate per le piccole spese dal presidente farmacista o imprenditore edile.

Il giorno dopo ci presentiamo in sei o sette. Ci danno in prestito un paio di scarpette e poi ci fanno palleggiare, driblare, tirare in porta. Io ero tutto pelle ed ossa e l'allenatore non era per nulla entusiasta di prendermi. Quando ci fece provare il tiro al volo io scattai sulla destra e lui passò il pallone sulla sinistra.

Ma io, ostinato, non me ne andai. Tutte le settimane ero puntuale agli allenamenti e la domenica mattina mi presentavo per la partita. L'allenatore preparava lì per lì l'elenco di chi sarebbe sceso in campo. Io non c'ero mai e guardavo regolarmente la partita dalla tribuna. Una volta, per una epidemia di influenza, la squadra era decimata ed i giocatori contati. Pur di non farmi giocare, mise a centrrocampo il portiere di riserva e fece sedere me in panchina come portiere di riserva.

Così per tutta la stagione. Tribuna, tribuna, tribuna.

Venne la primavera e venne l'ultima di campionato. La squadra era il posizione tranquilla ed il risultato non sarebbe stato influente. Era in programma, presso il campo della Portuale, la partita Fossone-Groppoli.

Groppoli è un paesino della Lunigiana, che per me era all'epoca terra sconosciuta e misteriosa.

Il Mister doveva essersi commosso per la mia pertinace ed inutile presenza ad allenamenti e partite e decise di premiarmi. Preparò la formazione schierandomi titolare, con il numero 6: mediano. Ero preoccupatisssimo perchè il mediano era quello che doveva correre più di tutti. Il mio poco fiato invece mi consentiva a malapena di giocare come attaccante, dove potevo fermarmi ogni tanto a rifiatare. 

A risolvere i miei problemi ci pensò la squadra del Groppoli, che quella domenica decise di rimanere in Lunigiana. La mia unica partita col Fossone si risolse in una vittoria a tavolino per forfait degli avversari.

Finì così, senza neppure iniziare, la mia carriera calcistica.

Da allora fino ad oggi ho un sogno ricorrente. Quello di giocare al pallone. Sogni bellissimi, in cui gioco bene, corro senza sentire la fatica e segno tanti gol. Al risveglio invece ci rimango male: mi accorgo che purtroppo era solo un sogno e mi tornano alla mente le mie domenica in tribuna col Fossone.

Poi quest'anno ho scritto il libro, il più grande calciatore del mondo http://ilpiugrande.splinder.com , in cui si racconta la storia di un calciatore per caso, un uomo qualsiasi che diventa un idolo delle folle.

E' stato pubblicato a settembre e, sarà un caso, ma in quest'ultimo mese non ho più sognato di giocare a pallone. Forse ho esorcizzato la mia frustrazione.

Scrivere mi ha fatto stare meglio.

Come è buffa la vita! Il rifiuto di Silvia verso Giacomo Leopardi è stato all'origine di grandi opere poetiche e letterarie, mentre le scelte di un allenatore del Fossone di trentacinque anni fa hanno ispirato un libercolo di scarso valore e poche pretese.

E' proprio vero: è impossibile immaginare le conseguenze delle proprie azioni!

 

postato da: Renatone alle ore 08:04 | link | commenti (5)
categorie: cultura, riflessioni, vita, letteratura, calcio, verità, creativià
mercoledì, 27 settembre 2006

Dalì, le gite scolastiche e la cultura al popolo

Lo confesso: non sono un grande visitatore di musei.

 

Un po’ perché non mi amo viaggiare ed un po’ perché, lo confesso con pudore e amarezza, non capisco l’arte classica.

 

A me, povero ignorante, quei quadri con messeri, madame, madonne, santi ed angioletti sembrano un po’ tutti uguali: non mi emozionano, non mi trasmettono sensazioni. Come la pantera del post di ieri era sorda alla musica, io so di essere quasi cieco verso l’arte figurativa e me ne rammarico.

 

L’arte moderna invece mi piace e molto.

L’arte che è nata quando, grazie all’utile invenzione della fotografia, i pittori hanno finalmente smesso di rappresentare il mondo come è e si sono dedicati a dipingerlo così come potrebbe essere, dando libero spazio alla fantasia, insomma, dagli impressionisti in là, tanto per semplificare.

 

E tra i pochi miei grandi miti c’è Salvador Dalì. Il più grande di tutti. Infinitamente più grande, a mio immodesto parere, del sopravvalutato Picasso. Dalì, il genio fatto pittore.

 

E due anni or sono ho finalmente realizzato quel desiderio che covava dentro me da anni ed anni: ho sfidato i lunghi chilometri di autostrada, il transitare in un paese ostile quale la Francia (vedasi testata di Zidane), il dovermi nutrire di cibi oscuri, sconosciuti e minacciosi e sono finalmente arrivato a Figueras, a vedere il Museo di Dalì.

 

Quanto sia bello, straordinario, emozionante non ve lo dico perché non avrei né lo spazio, né le parole giuste.

 

Vi dico invece del dispetto nel trovare il museo pieno, affollato, gremito di visitatori.

 

Innanzitutto perché l’affollamento, la confusione, la ressa disturbano grandemente l’ammirazione e la contemplazione delle opere. Provate voi a emozionarvi davanti ad un quadro mentre vi passano davanti, vi spintonano, vi chiacchierano nelle orecchie, vi pestano i piedi.

 

Ma l’irritazione diventa incazzatura (scusate il francesismo ma quando ci vuole ci vuole) quanto ci si rende conto che la stragrande maggioranza dei visitatori è del tutto disinteressata alle opere esposte. Trattasi in stragrande maggioranza di:

 

a)      gite scolastiche, che inzeppano le sale di giovani con annessi foruncoli di tutta Europa

b)      gite per anziani catarrosi, zoppicanti e incontinenti, adescati e trascinati da sadici accompagnatori con il miraggio di arrivare vivi alla cena in locale tipico prevista per la sera a Barcellona

c)      coppie di coniugi pensionati americani al quarto matrimonio ed alla terza luna di miele attirati in Spagna dal clima salubre e dai romanzi di Hemingway

d)      allegre quanto stolide  famigliole italiane di passaggio e ansiose di scorazzare su e giù per le ramblas di Barcellona che fanno tappa al museo per educare irritabili e stolidi bambini, che in viaggio da due giorni sono già in crisi di astinenza da televisione e play station.

 

E allora l’irritazione mi sale dentro e diventa indignazione!

 

Tutta questa gente deve essere cacciata via dal Museo di Dalì, come i mercanti dal Tempio, a colpi di frusta!

 

 E chiudendo gli occhi per un momento sogno di stringere tra le mie mani un pesante parang (la scimitarra dei daiaki del Borneo come i salgariani ben sanno) e roteandolo minacciosamente per aria far fuggire a gambe levate tutta questa ignobile ciurmaglia e poi essere io a stabilire le regole.

E già vedo un grande cartello campeggiare davanti all’entrata:

 

INGRESSO LIBERO E GRATUTIO PER CHI SUPERA L’ESAME DI AMMISSIONE.

GLI ALTRI POSSONO ENTRARE PAGANDO MILLE EURO

 

L’esame è un test di intelligenza (vero non come quelli del mensa).

L’ingresso a pagamento è una forma di democrazia, perché l’arte non deve essere vietata a nessuno.

 

Riapro gli occhi e confido questa mia grande idea a Donna Catia: l’arte a chi la sa apprezzare.

 

Donna Catia si limita ad inarcare un inarca un sopracciglio che implicitamente significa: “sei un eccentrico despota snob e fascista”.

 

Considerato di non poter contare neppure sul voto della mia consorte, scarto così l’idea di presentarmi alle elezioni per Ministro Mondiale della Cultura e sorrido indulgente al ragazzino in gita scolastica che spintonato da un compagno mi ficca il gomito nello stomaco.

 

 

postato da: Renatone alle ore 07:44 | link | commenti (3)
categorie: viaggi, cultura, riflessioni, vita, arte, punti di vista, musei, intelligenza