Amici carissimi.
Dopo quattro mesi di post quotidiani è giunto il momento di fermarsi. Ho scritto abbastanza e non avrei più molto da dire. Chissà, forse un giorno ricomincerò.
Grazie di cuore a quanti mi hanno seguito, incoraggiato, apprezzato, criticato. Continuate pure a lasciare commenti, se volete.
Come diceva il cantante - cantante, si badi bene, non poeta - dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fior, anche se il concetto è più apprezzato che messo in pratica.
Così, per un blog che chiude ne apre un altro. Visitatelo, se vi va.
E, ovviamente, rimane aperto il blog dedicato al mio lbro
http://ilpiugrande.splinder.com
Al termine di questo blog vorrei ringraziarvi come faceva il capocomico, quando alla fine dello spettaciolo saliva alla ribalta per salutare lo spettabile pubblico: se vi è piaciuto raccontatelo ai vostri amici e se non vi è piaciuto... fatevi i fatti vostri.
Un abbraccio forte e sincero a tutti.
Renato
Chi desideri scrivermi in privato può farlo a questo indirizzo: renatoderosa@infinito.it
Mancano otto mesi ai miei cinquant'anni.
Evitatevi il "chissenefrega", non vi parlerò delle mie ansie, delle mie paturnie o della mie paure.
Anche perchè, da incosciente quale sono, di ansie e paturnie ne ho poche, di paure alcune, tra cui quella di volare e quella dei ragni.
No, l'appropinquarsi dei miei cinquant'anni è solo una scusa per chiedersi: ma i vecchi sono saggi o sono rincoglioniti? Invecchiando si diventa più sensati, più buoni, più sereni o semplicemente più rimbambiti?
Le opinioni sono radicalmente diverse. Per gli antichi il vecchio era saggio, perchè portava con se la conoscenza. Vero è anche che all'epoca eri vechio a trent'anni, oggi a trent'anni rompi ancora i coglioni ai genitori in casa.
I film, che non fanno altro che riciclare i miti degli antichi, ripropongono la solita storia del vecchio saggio. Può essere il cinese che insegna il kung fu (gli orientali si sa sono sempre più saggi di noi occidentali), l'indiano che interroga i padri scrutando il fumo nell'accampamento (gli indiani si sa sono sempre più saggi di noi occidentali), l'alieno di guerre stellari (gli alieni si sa sono sempre più saggi di noi occidentali).
In verità vorrei, in queste righe combattono i luoghi comuni, proporvi due modelli alternativi, assai più simpatici e realistici di anziano.
I Simpson hanno finalmente infranto il politically correct del vecchio saggio, proponendoci il realistico e rincoglionito Nonno Simpson, con i suoi funambolici e strampalati discorsi. Del tipo...
una volta presi il traghetto per Shelbyville, mi occorreva un nuovo tacco per la scarpa, così decisi di andare a Morganville, che era il nome con cui veniva chiamato Shelbyville a quel tempo. Perciò mi legai una cipolla alla cintura come era di moda in quegli anni; ora, prendere il traghetto costava un nichelino, e a quei tempi su tutti i nichelini erano incise delle api. Si diceva "dammi cinque api per un quarto di dollaro"...allora dove eravamo? Ah si, la cosa importante era che avevo una cipolla alla cintura come andava di moda a quel tempo. Le cipolle bianche non c’erano, a causa della guerra, le uniche in circolazione erano quelle grosse e gialle...
Vi ricorda vostro nonno, vero?
Ma il vecchio più bello è quello del nostro immancabile, geniale, Ennio Flaiano:
Lamento del tabaccaio
Stammi a sentire, da bambino ero un paggio.
Tu non mi credi? Ero buono e cortese.
Schiudi le orecchie, da bambino ero saggio,
credevo in Dio, amavo il mio Paese.
Guardami in faccia: ero serio e gentile.
Rispettavo le piante, i gatti. Ero vile.
Da vecchio, sarò l'onta del quartiere.
Da vecchio, tutte le voglio vedere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.
Perché mi guardi? Da bambino ero bravo.
Mi devi credere, ero savio e ubbidiente.
Da bambino, perdio, mi ti mangiavo
nello studio. Da bambino ero prudente.
Tu ridi, stronzo? Ero ben pettinato,
rispettavo le aiuole, i cani. Ero ordinato.
Da vecchio, sarò l'onta del quartiere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.
Da vecchio, darò via pure il sedere.
Addesso so a chi ispirarmi, se dovessi raggiungere la terza età.
Stamattina un grande, dovuto, doveroso omaggio a una persona straordinaria: Ennio Flaiano.
Ecco, per voi, una raccolta di aforismi, uno più bello dell'altro.
Certo, certissimo, anzi probabile.
Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.
Gli italiani corrono sempre in aiuto al vincitore
Amore? Mah... forse col tempo, conoscendoci peggio.
Il traffico ha reso impossibile l'adulterio nelle ore di punta.
L'inferno di Dante è fatto da italiani che rompono i coglioni ad altri italiani
A furia di leccare, qualcosa sulla lingua rimane sempre.
I grandi amori si annunciano in un modo preciso; appena la vedi dici: "Chi è questa stronza ?".
Oggi il cretino è specializzato.
Se non si è di sinistra a vent'anni e di destra a cinquanta, non si è capito niente della vita...
Sei stato condannato alla pena di vivere. La domanda di grazia, respinta.
Essere pessimisti circa le cose del mondo e la vita in generale e' un pleonasmo, ossia anticipare quello che accadrà.
I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.
Per apprezzare i contemporanei non bisogna essere contemporanei.
Niente di più triste di un artista che dice: "Noi pittori", oppure: "Noi scrittori"; e sente la sua mediocrità protetta e confortata da tutte le altre mediocrità, che fanno numero, società, sindacato.
Allora gli ho detto: "Senta Agnelli, faccia pure quante automobili vuole, tanto io non ho la patente."
Il vero psicanalista delle donne è il loro parrucchiere.
Il sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole.
E' meglio tornare di là o penseranno che stiamo parlando.
Grande, unico, geniale Flaiano.